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Giovanni Anselmo, Dove le stelle...
di M. Calvaresi
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GAM,
Bologna, dal 25 maggio al 27 agosto 2006
Gli spazi
espositivi della Galleria d'Arte Moderna, scarni e minimali, divengono
opportuno luogo di esaltazione dell'Arte Povera, trend Concettuale impiantato
sul parziale rifiuto di mezzi espressivi tradizionali e collaudati in
virtù dell'impiego alternato di materiali tanto non propriamente
artistici e dimessi quanto preziosi ed elaborati, tutti parimenti illustrativi
di significati primi, basilari, concettualmente "poveri" appunto.
Giovanni Anselmo, primo attore dell'esposizione, modellando o solo selezionando
legno, pietra, stracci, neon, scarti industriali, assume siffatti materiali,
tanto organici quanto artificiali, quali veicolo di espressività
primaria e immediatezza sensoriale, traduzione in esperienza sensibile
di fenomeni basilari ma tendenzialmente non percepiti dalla coscienza.
La gravità, l'energia, la relazione intercorrente tra generale
e particolare, tra finito e infinito, tra cultura e natura; il tutto interpretato
e reso visibile da pelli cementate e avvolte ad un bastone in torsione,
blocchi di granito sospesi in equilibrio fragile, barre e lastre di ferro
progressivamente erose dalla ruggine, sottili aste metalliche che, saldate
ad un basamento cubico, si sviluppano verticalmente in un oscillante stabilità,
massi di diorite variamente disposti nel sentiero espositivo a suggerire
una dimensione spaziale inedita.
Istanze queste di un linguaggio artistico talvolta criptico, di ostica
decodificazione se decontestualizzato da conoscenze pregresse; la mostra
è forse impervia per coloro che, profani, colgono solo parzialmente
contenuto e fascino delle ricerche di Anselmo.
Nonostante la preferibile fruizione ad opera di un pubblico addetto ai
lavori, le opere esibite riescono tuttavia trionfalmente nel rendere l'invisibile
palpabile e manifesto, nel congiungere elementi disomogenei in un produttivo
e illuminante sposalizio, nello snocciolare in occorrenze tangibili dinamiche
tanto primarie quanto immateriali.
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