|

.:
Bret
Easton Ellis a Torino: accoglienza calorosa per lo "psicopatico americano"
di V. De Mattei :.
Bret Easton Ellis (Los Angeles, 1964) ha incontrato i suoi lettori lunedì
24 ottobre in un'aula di Palazzo Nuovo a Torino, in occasione della presentazione
del suo nuovo attesissimo libro edito da Einaudi, Lunar Park.
Ad introdurre l'incontro, durato circa un paio d'ore, Barbara Lanati,
americanista, e ad affiancare l'autore nella presentazione Giuseppe Culicchia
traduttore di Lunar Park (e prima ancora, nel 2001, di American
Psycho).
Un fragoroso applauso ha accolto Mr Ellis alla sua entrata nell'aula,
letteralmente straripante, e decine di flash si sono animati ad illuminare
il suo volto un po' imbarazzato e forse anche sorpreso da un'accoglienza
così calorosa. Infatti in Italia il padre letterario di Patrick
Bateman ha un notevole seguito, a dispetto dei giudizi controversi che
la critica gli ha quasi sempre riservato. Non si può certo affermare
che Ellis, nel bene o nel male, sia un autore che passa inosservato o
tanto meno un autore di fronte al quale si possa rimanere indifferenti:
lo si adora o lo si detesta, ma non si può leggere un suo libro
senza che esso rimanga inevitabilmente impresso, senza che la nostra coscienza,
più o meno consapevolmente, ne venga in qualche modo toccata.
L'incontro si è svolto in un'atmosfera rilassata e cordiale, con
Ellis disposto a parlare di sé, delle sue motivazioni, del suo
passato, e a prendersi anche un po' in giro di fronte ad alcune domande
dei suoi fan, domande che lui stesso ha definito "più intelligenti
di qualsiasi risposta che potrei darvi". A tal proposito ha suscitato
l'ilarità generale la sua affermazione di quanto lo interessi leggere
le tesi di laurea o di dottorato che alcuni studenti fanno su di lui poiché
sono un ottimo modo per scoprire cose nuove sui suoi stessi libri. Inevitabilmente
si è toccato il tema della problematica pubblicazione di American
Psycho, il libro che nel 1991 diede scandalo negli Stati Uniti e che
gli valse, per diversi anni, la reputazione di misogino a causa degli
attacchi delle femministe della National Organization of Women, nonché
addirittura alcune minacce di morte. In realtà, ha spiegato Ellis,
questi attacchi, come anche le furiose critiche per l'eccessiva quantità
di sesso e violenza, furono il frutto di un fraintendimento che portò
a considerare da una parte il libro come "un'apologia del lato chic
del serial killer", dall'altra lui come misogino, senza considerare
etichette anche peggiori per le quali molti critici si sbizzarrirono.
In realtà, a parte il fatto che ad essere misogino è Patrick
Bateman, il suo personaggio, non lui stesso, tra le altre cose American
Psycho "è un libro molto comico, è impossibile
non mettersi a ridere avendo a che fare con certi aspetti di Patrick Bateman,
ma quella gente leggendolo non ha riso affatto". Ellis ha però
anche aggiunto che, avendo dovuto rileggere di recente, mentre scriveva
Lunar Park, proprio American Psycho, è rimasto lui
stesso colpito dalla brutalità delle scene, e che, a distanza di
quasi quindici anni, gli riesce molto più facile capire come lo
shock per questa brutalità abbia sviato l'attenzione da quelle
che erano le vere intenzioni del libro.
La discussione spazia dall'ultimo libro all'esordio, con Less Than
Zero (Meno di zero, 1985) che, stando alle parole di Ellis,
gli ha insegnato a non "mischiare droga e letteratura" dal momento
che alle otto settimane di "iperattività anfetaminica"
durante le quali scrisse quattromila pagine corrisposero due anni di editing
per ridurre il tutto a proporzioni gestibili. Complice di questo ripercorrere
le tappe della sua carriera letteraria, la natura stessa di Lunar Park
che è strutturato, almeno inizialmente, come una pseudo-biografia
in cui, benché venga ribadita più volte l'assoluta veridicità
di tutto quanto è narrato, sono mescolati abilmente elementi reali
ad altri completamente inventati. Per tratteggiare, ad esempio, il rapporto
matrimoniale descritto nel libro si è ispirato, non essendo mai
stato sposato, alla storia dei suoi genitori; nel personaggio di Jayne
confluiscono i tratti di tre diverse donne, tra cui sua madre. Molto più
fedele, soprattutto dal punto di vista emotivo, è la rappresentazione
del padre, violento, collerico, alcolizzato, e del tormentato rapporto
che ha fatto sì che la figura paterna incarnasse per Ellis il "fantasma"
della sua vita, il "mostro" che l'ha ossessionato fino al compimento
di quest'ultimo romanzo, da lui stesso definito una sorta di "esorcismo"
che l'ha liberato appunto da questa presenza del passato. Il libro è,
in parte, quello che avrebbe dovuto essere per intero quando fu concepito,
subito dopo American Psycho, ossia un romanzo horror, genere a
proposito del quale Ellis esprime tutta la sua ammirazione per il "maestro"
Stephen King. Lunar Park infatti avrebbe dovuto essere solo un
romanzo horror, poi il progetto fu accantonato in seguito alla morte del
padre di Ellis e l'autore si dedicò alla composizione di Glamorama,
edito nel 1998.
Da parte dei fan non è arrivata praticamente nessuna critica, nessuna
domanda insidiosa; solo uno studente ha provato a mettere in difficoltà
sia Ellis che Culicchia chiedendo loro come si ponessero di fronte a quella
critica letteraria che considera l'utilizzo di esplicite scene di sesso
e l'impiego di un linguaggio volgare solo come un fallimento letterario.
A rispondere è Culicchia che, senza scomporsi, dice di non essere
minimamente toccato dall'osservazione in quanto ritiene che ogni tipo
di linguaggio sia degno di essere utilizzato purché non sia fine
a se stesso. Ellis, dopo un momento di silenzio per farsi tradurre l'intervento
dalla sua interprete, non ha aggiunto altro che "I agree" ("concordo"),
meritandosi così l'ennesimo applauso.
|