| .: Il reportage. Festival della mente di Sarzana di F. Detti :. Un successo meritato per Sarzana, questa terza edizione del Festival della Mente: 28 mila spettatori affluiti nella cittadina ligure per chiedersi e chiedere ai guru e alle personalità dell'arte, del design, della scienza, dell'intrattenimento, in breve della cultura tout court "Che cos'è la creatività?" Tre giorni animatissimi - dal 1 al 3 settembre scorsi - quelli che hanno caratterizzato uno degli appuntamenti europei dedicati al mistero della mente creativa. Quarantuno eventi, di cui nove dedicati espressamente ai bambini e ragazzi. Un'affluenza di pubblico sensibilmente aumentata rispetto alla scorsa edizione - forte di 20.000 presenze - affluenza che ha senza dubbio posto qualche problema in più all'organizzazione, diretta come sempre da Giulia Cogoli e Raffaele Cardone, "madre e padre" del festival. La soddisfazione è tangibile già dalla prima giornata, la si legge nelle parole del Sindaco di Sarzana, Massimo Caleo: "Sarzana è una 'città ideale' che guarda al futuro. Il Festival della Mente ci guida verso quel genere di cose spesso lontane dalla ribalta mediatica, che meritano di essere conosciute". Gli ha fatto eco, alla cerimonia di apertura, Matteo Melley, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, una delle promotrici del festival: "Sviluppare la creatività degli individui sostiene la competitività del Paese, e questa terza edizione segna un importante traguardo per una manifestazione che si è conquistata un rilevante spazio nel panorama culturale italiano". Melley ha ricordato che la Fondazione si impegnerà per favorire uno "sviluppo sostenibile" del festival il quale cercherà, senza fare mai il passo più lungo della gamba, di tenere fede al proprio successo, ampliando magari gli appuntamenti per quantità e qualità. Giulia Cogoli confessa con candore di aver avuto la gioia, come mamma ideale, di veder camminare da sola questa creazione: "per due anni mi sono presa cura di questo evento, ma solo quest'anno per la prima volta il Festival si è preso cura di me". Cardone ha ribadito la natura multidisciplinare di questo appuntamento con la creatività, come sempre nel segno della contaminazione e della condivisione dei saperi: "creatività è l'esperienza che percorre sentieri incongrui". Sentieri esplorati a dovere da più di 40 esperti: dall'architetto e artista Vito Acconci ai neuroscienziati Giorgio Vallortigara e Giacomo Rizzolatti, dai mattatori dell'intrattenimento televisivo Enrico Bertolino e Luciana Littizzetto, al manager Franco Tatò, dai giornalisti Giovanna Zucconi, Federico Rampini, Gabriele Romagnoli, ai musicisti Carlo Boccadoro, Gianni Coscia, Rossano Sportiello e Stuart Isacoff, dal designer Michele De Lucchi ai filosofi-scrittori come Duccio Demetrio o Pier Aldo Rovatti, dai matematici Ennio Peres e Piergiorgio Oddifreddi, e via ancora con studiosi della robotica (Gianmarco Verruggio, Fiorella Operto e Emanuele Micheli), "fumettari" e artisti (Lorenzo Mattotti, Emilio Varrà ed Enzo Cucchi), psicologi e psicanalisti (Antonino Ferro e Alfio Maggiolini), intellettuali, critici, poeti e scrittori (Adonis, Alessandro Piperno, Lorenzo Arruga, Marco Posani, Nadia Fusini, Chiara Carrer e Catia Castellani), attori (Anna Bonaiuto, Toni Garbini e Ascanio Celestini), stilisti ed event-makers (Stephan Janson e Adelina Von Fürstemberg), pubblicitari (Pietro Maestri).... per concludere con un caso più unico che raro: il neurologo-chef Miguel Sanchez Romera, presentato dal vate della buona tavola, Davide Paolini, più noto come il "Gastronauta" di Radio24. Un'abbuffata di buone idee impossibile da divorare tutta, data la ressa che ha obbligato gli organizzatori a duplicare alcuni eventi (il più seguito: Antonino Ferro), e che ha comunque visto il "tutto esaurito" sin dalle prime ore di ciascuna delle tre giornate del festival. Di seguito una selezione, ovviamente parziale. A chi si è goduto il festival è rimasto certamente il segno di un'esperienza stimolante e, non ultimo, il ricordo dei volontari di servizio: alunni del comprensorio sarzanese che si sono spesso dimostrati più maturi e responsabili di alcuni adulti seduti in platea, fortunatamente pochi. Due momenti del Festival
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