.: Premio Furla 2007: Perchè l'Italia non stupisce di F. Bueti :.

Perchè l'Italia non stupisce? Perchè si tratta di una nazione che non ama sperimentare, che preferisce andare "sul sicuro", scimmiottando atteggiamenti avanguradisti quando in realtà nelle scelte spesso adottate c'è veramente poco di innovativo, periferia di quel sistema internazionale dell'arte contemporanea che ben lontano dai nostri provincialismi continua a investire e produrre cultura. Niente di nuovo sul fronte, direbbe qualcuno, ed effettivamente quello che manca all'arte contemporanea italiana è forse qualcosa di nuovo, manca quella vitalità e quella capacità di saper affrontare problematiche contemporanee con "freschezza", senza scadere nella banalità di cose già dette e già fatte.
Questo, sia chiaro, non vuol essere un rimprovero agli artisti italiani perchè mi sembra che in Italia di giovani artisti bravi ce ne siano. Il vero problema risiede in quel sistema che ruota attorno al lavoro degli artisti. Si organizzano premi e rassegne per dare spazio e visibilità ai lavori di giovani emergenti, si cerca con ogni mezzo di fare il possibile perchè l'arte italiana possa godere di riconoscibilità a livello internazionale, per scrollarsi di dosso l'etichetta di "periferia" e riuscire a essere anche più competitiva nel fagocitante mercato dell'arte contemporanea. Tutti nobili propositi, se si pensa all'ingiustizia che i nostri artisti subiscono a confronto con i colleghi europei e americani, purtroppo, però, il sistema è lento a cambiare e si fa molta fatica perchè da parte degli enti pubblici praticamente non esistono incentivi di nessun tipo riguardanti l'arte contemporanea, si tratta prevalentemente di iniziative di privati, che se non appoggiati da un sistema statale che li sostiene ben difficilmente potranno accelerare il cambiamento e la crescita culturale del nostro paese.
Quello che però faccio fatica a capire è come mai quelle che dovrebbero essere momenti di visibilità dei nuovi emergenti, come il Premio Furla per arte contemporanea, siano in realtà "riconferme" di alcuni giovani che godo già relativamente di una buona visibilità nel contesto italiano.
Sarebbe, dunque, necessario se si ha voglia di uscire dal provincialismo che ci rilega all'estrema periferia del mondo dell'arte e dare un serio contributo all'arte più giovane, di andare incontro ad un tipo di progettualità diversa, e mi riferisco al concepimento e all'organizzazione di questi eventi, frutto di un attento confronto tra I diversi attanti del sistema per non correre il rischio di cadere nella banalità della creazione di eventi che potrebbero anche non esistere, se questi ovviamente continuano ad essere il presupposti. Nonostante le numerose polemiche che si potrebbero muovere alla strutturazione del Premio Furla, mi sembra comunque necessario parlare degli artisti che hanno superato le selezioni della giuria e che, a ragione, mostrano, al di là della loro partecipazione al concorso, una certa maturità di ricerca sia concettuale che formale.
I finalisti del premio Furla 2007, sono stati Nico Vascellari, Luca Trevisani, Alice Cattaneo, Nicola Gobbetto e Elenia Depedro.
Ogni artista è stato invitato a presentare per l'occasione due lavori, così al piano inferiore della Villa delle Rose ad accoglierci è la performance dal vivo di Elenia DePedro, artista che lega il suo lavoro all'esperienza vissuta dallo spettatore che impedendo al pubblico, il passaggio lo invita a interagire con una vena ludica con il corpo dell'artista. Lo spettatore, infatti, per l'artista occupa un ruolo fondamentale. Entrati, poi, nello spazio espositivo una pittrice, performer di un'altra opera di Elenia Depedro, alle prese con la riproduzione fedele di una composizione ad olio, ci introduce nello spazio e nel tempo dell'arte permettendo di poter vivere l'esperienza concreta del "fare arte" mentre Alice Cattaneo, con il suo nuovo video, in cui l'artista stessa compie delle banali azioni che sembrano quasi delle gag comiche, ci riporta alla dimensione della vita quotidiana,al gesto banale che per la sua banalità stupisce ed assume nuovi ed imprevedibili significati. Alice Cattaneo si lascia stupire dalla realtà che ci circonda, dagli oggetti più semplici che trova accanto a sé, creando, come in questa occasione, delle strutture minime, composte da assi di legno, cartoncino, nastro adesivo, governate dall'instabilità.
L'instabilità, il concetto di elemento mobile sono tutti elementi che si ritrovano anche nei lavori di Luca Trevisani. L'elemento organico e una propensione alla rappresentazione del proprio pensiero attraverso forme semplici ed essenziali sono segni distintivi dell'operato dell'artista. Per l'occasione Luca Trevisani presenta due sculture che definirei "mobili" per la capacità organica che possiedono in potenza di trasformarsi, modificare il proprio stato e un video, in cui l'elemento performativo è rappresentato da alcune palline che cadono, rimbalzano, si scontrano su una buia rampa da skate. Ciò che rimane di questa azione sono le due palline sul pavimento dello spazio espositivo. I due lavori vengono con raffinatezza formale "collegati" da un tubicino che parte dalla scultura posta sul pavimento della stanza attigua per "sfondare" I confini della parete e insinuarsi nel nuovo spazio.
Nicola Gobbetto, costruisce scenari grotteschi in cui proiettare i violenti contrasti di un' età di passaggio quale l'adolescenza. Dietro la superficie delicata e piacevole delle sue opere si cela sempre qualcosa di angoscioso che trasforma il percorso in un viaggio onirico tra foreste e caverne che diventano simboli universali della ragione e del subconscio. Così un mazzo di rose posto su di un tavolo con accanto una bomboletta spray sembra raccontarci una storia, un momento emotivo vissuto dall'artista, mentre le figure geometriche che popolano lo spazio espositivo componendosi tra loro danno vita ad un ambiente angoscioso per la rigidità geometrica che sembra raccontare la difficoltà di trovare una giusta collocazione nella realtà di cui l'individuo è un tassello.
Nico Vascellari, le cui performance attraversano con freschezza e originalità il confine tra arte e musica, ha presentato il video "Nico and the Vascellaris" accompagnato da alcuni oggetti-reliquie dell'azione performativa che il video descrive e in un'altra stanza vengono esposti alcuni manifesti cartacei della sua ultima performance "Coocko".
L'allestimento degli spazio lascia allo spettatore la possibilità di muoversi liberamente, senza costringerlo in un percorso tematico stabilito. Questa scelta applica coerentemente il concetto di mobilità, che rappresenta il filo conduttore dell'intera rassegna e il punto di contatto tra i lavori dei singoli artisti.

Premio Furla
Mostra: 27 gennaio - 10 marzo 2007
Sede: Villa delle Rose, sede espositiva del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna
Premiazione: 10 marzo 2007
Curatori: Chiara Bertola, curatrice ed ideatrice del Premio e Gianfranco Maraniello, curatore della mostra e del catalogo.
5 selezionatori: Caroline Corbetta, Francesco Manacorda, Daniele Perra, Camilla Seibezzi, Marina Sorbello



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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