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Il migliore dei mondi possibili.
Parte seconda. di A. D'Agostino :. Teatro
S. Martino, Bologna, 29 e 30 aprile - Occorre conoscere il progetto generale
che include questo lavoro, dal titolo "In movimento", per rendersi
conto della dimensione di cui si parla, del percorso da affrontare; questa
ne è solo una tappa, definita certamente nelle linee, ma pur sempre
in grado di trarre forza dall'insieme da cui proviene e di cui, anche
per negazione, si nutre. Il progetto è complesso: si tratta di
10 spettacoli, collegati dal tentativo di descrivere, delineare, sviscerare,
sberleffare insomma affrontare in un qualche modo (e sempre diverso) questo
nostro tempo. Il migliore dei mondi possibili, per l'appunto. Una considerazione
filosofica ribaltata ironicamente, non tramite confutazioni razionali
bensì attraverso i gesti precisissimi della danza: un decalogo
che illustri in un modo coraggioso ed esatto di quale grado di perfezione
si stia parlando. Questa parte II, che giunge dopo "La forma delle
cose", si apre con uno scomporre delle donne-manichino, eleganti
e posticci emblemi del nostro presente occidentale. Sulla scena, che si
snoda per lettere alfabetiche (quadri che si compongono e scompongono
e la cui unica didascalia è appunto una lettera, in un alfabeto
parziale che va dalla a alla p) cinque figure vestite da superman. |
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