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Una
scena in bianco e nero, con toni smorzati e colori molto "seri",
ad imitare uno studio televisivo asettico e fintamente partecipativo
di ciò che di tremendo si andrà ad analizzare. Analizzare,
sezionare, studiare, indagare, mettere sotto la lente di ingrandimento,
appoggiati da documentazione scientifica ed esperti che pacatamente
ci espongono i precetti e gli studi secondo i quali si possono presumere
certi aspetti e ci si possono attendere certi risultati. E' questo
quello che accade ormai quotidianamente sui nostri schermi, e la
ricerca del Teatrino continua nel solco di una parodia mai faceta
bensì estremamente tagliente che analizza, mettendo in scena,
i rapporti tra i moti più "vergognosi" (o ritenuti
tali) dell'occidente, e i loro legami con la comunicazione e la
spettacolarizzazione - banalizzazione messe in atto dalla società
mediatica.
Ovviamente non si può limitare a questo piano di lettura
l'operazione attuata in questo spettacolo, che utilizza molti strumenti
a confine tra teatro, arte, scienza e, appunto, comunicazione. Scegliere
di partire dagli studi di Milgram per indagare il nostro "senso
morale" in relazione a situazioni di deresponsabilizzazione
del singolo - come avviene nel mondo militare, ad esempio - è
sicuramente di attualità, dati i recenti scandali balzati
ai tristi onori della cronaca. E trattare questioni di attualità
scimmiottando il modo in cui vengono trattate nella "realtà",
è di certo un modo per sensibilizzare lo spettatore davanti
non solo ai temi trattati, ma anche al modo in cui vengono trattati.
Ecco che dunque l'ambizione pare essere quella non solo di porre
domande inerenti a questioni etiche, bensì anche su temi
e fatti dati per assodato, come il sospendere il giudizio davanti
a un certo tipo di sciacallaggio giornalistico
disumano tanto
quanto lo è il "torturare" perché si sta
"obbedendo a un ordine". Fino a quando il torturato non
scompare, smettendo di essere uomo e diventando fantasma. C'è
tanta Harendt nelle verbose esposizioni dell'"esperto"
che in scena spiega e caratteristiche dell'esperimento che si va
ad analizzare sotto gli occhi del pubblico, ausiliati, come in un
vero studio televisivo, da mezzi tecnici comprendenti schermi, telecamere,
stanze isolate, cuffie. Teatrino Clandestino ha uno stile e una
poetica ben definiti, adiacenti a ciò che succede, mostrando
uno sguardo intenso, attento e profondo che sicuramente può
fare pensare.
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