|
.: Ferdinando Scianna. Fotografie 1063-2006 di F. Detti :. Ferdinando Scianna, classe 1943, siciliano, fotografo. Da siciliano ha portato la sua isola dentro il cuore e dentro il suo obiettivo, per anni ce l'ha raccontata con l'aiuto di un maestro della penna, Leonardo Sciascia, suo amico e mentore.
La Sicilia, ma non solo. Perché i bambini, i diseredati, la gente, le donne, le dive, gli intellettuali rapiti dalla camera oscura di Scianna sono tutti a Lucca, in una mostra dedicata alla carriera presso la Fondazione Ragghianti, intitolata "Ferdinando Scianna. Fotografie 1963-2006". La mostra, che durerà fino a Settembre, è stata curata da Vittorio Fagone, il cui allestimento rivela suggestioni minimaliste e industriali, dominato com'è dal rosso, dal nero e dai testi tracciati con noncuranza ma precisione sulle pareti. Oltre a più di cento fotografie, tutte rigorosamente in bianco e nero, sono proiettati anche due film: Quelli di Bagheria (Paolo Iannuzzi e Ferdinando Scianna, 2002) e Camera segreta: Ferdinando Scianna (per la regia di Lavinia Longo, 2005). La rassegna - un vasto panorama sulla carriera di questo artista e fotografo, che ha iniziato a pubblicare giovanissimo, a 21 anni, fotografando le feste religiose siciliane - si articola in sette sezioni, e si apre proprio con la raccolta dedicata alla terra natale. Sicilia: fuggire, ritornare, è la narrazione di un evento corale a cui - parole di Sciascia - il siciliano partecipa sempre con gioia perché "è soltanto nella festa che il siciliano esce dalla sua condizione di uomo solo ( ) per ritrovarsi parte di un ceto, di una classe, di una città". Altre visioni della Sicilia, panorami, ritratti, sono esposte nella prima sala. Le riflessioni di Sciascia e di Scianna, scritte sulle pareti con il pennarello, ci guidano lungo il percorso nel ricordo. Sciascia infatti aveva intuito il talento del giovane Scianna e fu il primo ad accompagnare con la parole le immagini dell'artista. Un sodalizio maturato negli anni di cui lo stesso Scianna si è continuamente proclamato debitore. E il ricordo di Sciascia è affidato proprio al ritratto scattato a Racalmuto nel 1964, forse l'indagine umana più intensa che apre la sezione dedicata ai ritratti dei grandi intellettuali e artisti incontrati dal fotografo, i suoi Esercizi di ammirazione. Di tutti questi personaggi Scianna ha colto lo spirito, talvolta audace e provocatorio, talvolta fanciullesco come nei ritratti di Cesre Brandi e di Jacques Henry Lartigue, oppure ne ha rappresentato il piglio severo, come un'autoconsapevolezza del peso intellettuale, con Mimmo Paladino e Guttuso. Scianna ha ritratto anche Borges, aristocratico e assorto, seduto in un caffè di Palermo. Fra i ritratti anche quello di un altro grande maestro che tanto ha dato alla formazione dell'artista: Henry Cartier Bresson, vivace come non mai. Fu lui a introdurre Scianna nell'olimpo del fotogiornalismo, l'agenzia Magnum. Scianna prosegue raccontandoci l'umanità quando è più indifesa e sincera: nel sonno. Un'altra serie di scatti Dormire, forse sognare raffigura dei dormienti, quasi sempre un'umanità povera, diseredata, marginale, che riesce solo nel sonno a lenire quella che Chamfort chiamò la "malattia della vita", come ha voluto ricordare lo stesso Scianna, nelle note a margine. Ecco che l'occhio della fotocamera percorre con discrezione questo regno segreto delle stazioni, dei vicoli, degli angoli dove i vinti si ritirano dalla vita e cercano conforto nei sogni. Altrettanto reali ma più diretti i panorami e le folle ritratte con piglio da reporter delle sezioni Ce ne ricorderemo di questo pianeta e Istanti di luoghi: più fotogiornalismo, ma anche più ricerca della forma astratta nascosta nella complessità del reale: "Forme del caos", appunto come Scianna ebbe a titolare una delle sue raccolte. Uomini e folle, ma anche animali e ombre, ritagli che grazie alla luce scolpiscono la realtà e le sue ombre. Dall'animale sventrato al cecchino libanese sul cui fucile è raffigurata la Vergine: scatto del 1970, ritornato drammaticamente attuale. Ai bambini è dedicata un'altra sezione della mostra Mondo Bambino. Per Scianna l'impresa più difficile è fotografare l'infanzia in modo autentico, senza filtri, senza tutta quella rete di convenzioni che normalmente intrappolano gli adulti quando parlano dei bambini. Senza autorferenzialità. Ecco il "Mondo bambino" di Scianna: India, Spagna, Yemen, Bolivia, Etiopia, Mali, Roma. Su tutti questi piccoli pesa l'incognita della sorte, del dolore, ma anche i momenti della gioia che li sorprende a dondolarsi sulle impalcature, a giocare con dei copertoni. Resta forte però la durezza improvvisa che ci rivelano. Colpiscono al cuore questi sguardi cresciuti troppo in fretta, occhi di piccole già donne, che ci feriscono - la bambina indiana di Benares, sulla soglia di casa, e una delle due bambine siciliane ritratte con Sciascia. Basta guardarle per esserne folgorati e comprendere. Altri sguardi,
altre donne. Adulte, sensuali, belle. La passione delle donne ci
racconta l'amore di Scianna per la bellezza, il desiderio vivo di rivelare
la femminilità. Le dive: Ornella Muti, Monica Bellucci, il mondo
della moda milanese e parigina, ma anche i forti ritratti di Donna Maria,
anziana siciliana di Bagheria, o di Lea Padovani, oppure gli scatti dedicati
a Marpessa, la modella favorita di Scianna. Intensa, viva, autentica,
tanto che forse, guardando fisso in camera, riesce persino a mettere in
secondo piano la stessa Muti. Almeno così sembra. Fondazione
Centro Studi sull'arte Carlo Ragghianti Ufficio
Stampa: Dora Bertolacci (fotografie
a cura Ufficio Stampa Fondazione Ragghianti) |
.