.: Bestiale, umano, divino: va di scena La scimia di Emma Dante di D. Brindisi :.

Una scimmia irriverente sta folgorando le platee di tutta Italia. È il protagonista dell'ultimo provocatorio lavoro teatrale di Emma Dante, giovane regista cult siciliana, già alla sua terza prova, dopo i conclamati successi di mPalermu e Carnezzeria. La scimmia in questione, anzi la "scimia" (come recita il titolo dello spettacolo) balza fuori direttamente da un romanzo di Tommaso Landolfi, Le due zittelle. Qui una consonante in più, lì una in meno, seguendo il noto gusto landolfiano per i labirinti linguistici. Lo spettacolo, che ha appena terminato la sua tournée romana al Teatro del Vascello, mette in scena l'ombroso mondo di Lilla e Nena, due zitelle bigotte e raggrinzite che si sono imposte una vita di preghiera e solitudine. La loro grigia esistenza è scandita dalla quotidiana ritualità della messa e della comunione, impartite a domicilio da padre Tostini e padre Alessio, gli unici visitatori ammessi a infrangere l'autoreclusione delle due anziane sorelle. La scena è scura ed essenziale: quattro sedie, un tavolo che funge anche da altare e un grande crocifisso ligneo che, appeso a una corda, oscilla nel vuoto come un impiccato. È qui che prende vita lo straordinario teatrino della messa rituale: un balletto noir, surreale, grottesco, una giostra concitata di gesti esagerati e movimenti meccanici, genuflessioni e segni della croce, preghiere sussurrate e giaculatorie in latino, una sorta di orgasmo mistico, in cui le due devote ingoiano rosari come fossero ostie e si denudano a mostrare una lingerie colma di noccioline, ghiottoneria per ammansire il loro cucciolo. Dell'ambiguo ménage, infatti, fa parte anche Tombo, un vivace scimpanzé che da anni vive in casa di Lilla e Nena. La "scimia", interpretata magistralmente da Sabino Civilleri, erompe sulla scena nella sua totale e animalesca nudità, sprigionando una forte energia fisica e tutta l'impudica vitalità della creatura bestiale. Ma il torbido affetto delle due beghine nei confronti di questo animale (a dire il vero poco domestico) è turbato da una sconcertante scoperta: la notte, di nascosto da tutti, Tombo si avventa sull'altare, addenta e sputa le ostie consacrate e, trastullandosi con gli arredi sacri, fa il verso alla celebrazione eucaristica. La cieca intransigenza spirituale delle due zitelle è sconvolta dalla profanazione compiuta dal loro cucciolo e cede facilmente all'idea di un sacrificio estremo per purificare cotanto oltraggio alla maestà di Dio. Padre Tostini, ultraconservatore difensore dei dogmi, è sicuro: il peccato va eliminato con il peccatore. Ma il giovane padre Alessio, tormentato da dubbi e domande, non ci sta: tira in ballo il libero arbitrio e la carità divina, finendo con l'emanciparsi dai dogmi (e anche dall'abito talare). La soluzione alla disputa non è data. Cosa accadrà a Tombo? È davvero soggetto al libero arbitrio e dunque colpevole? Verrà ucciso? Nel finale, un rapido lampo illumina la scimia appesa alla croce, evocando qualche blasfema possibilità. Padre Alessio cade ai piedi del crocefisso. Poi ancora buio e, alla ricomparsa della luce, la croce oscilla vuota, non più muto simulacro rituale, ma di nuovo in potere del suo originario valore significativo: la creatura si è incarnata ed è scesa dalla croce per tornare a disturbare il sonno della coscienza. La scimia come Cristo? Sacrilegio o miracolo? Allo stesso modo, duemila anni fa poteva sembrare scandaloso e imbarazzante che la salvezza dovesse giungere da un malfattore ucciso come l'ultimo dei ladroni. La "creatura misteriosa", come la definiva Landolfi, è emblema della libertà e del puro istinto, ma è anche vittima e simbolo del diverso, di quel che l'uomo non conosce, non vuole capire, e che preferisce condannare, per timore di dover mettere in discussione consuetudini e verità date per certe. Emma Dante e la sua compagnia, talentuose e visionarie, inquietano, graffiano, a tratti divertono, e offrono un audace spunto di riflessione sui rischi oscurantisti della fede e dell'integralismo religioso.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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