.: Attilio Piovano e il Segreto di Stravinskij alla libreria Scenario di Torino di V. De Mattei :.

Mercoledì 14 febbraio, nella piccola libreria Scenario di Torino, Attilio Piovano, illustre musicologo (nonché ex direttore artistico dell'Orchestra filarmonica di Torino), ha presentato la sua neonata creatura letteraria: Il segreto di Stravinskij.
In un'atmosfera molto raccolta, quasi familiare, l'autore, affiancato dall'editore Riccadonna, ha raccontato come questo piccolo ma intenso libriccino abbia preso vita. Come i 20 racconti che ne costituiscono l'ossatura si siano susseguiti in modo naturale, uno dopo l'altro come in un processo logico-consequenziale.
Un'avventura, quella di Attilio, iniziata e portata avanti con spirito leggero, con la curiosità di vedere dove l'avrebbero portato i vari personaggi che sulle sue pagine vivevano una vita nuova e insolita rispetto a quella che viene raffigurata nei libri di storia della musica.
Ed è proprio su questa dicotomia tra musicologia autoironicamente definita "ingessata" (da conservatorio e da accademie) e musicologia "leggera", che Piovano ha imperniato buona parte del suo discorso di presentazione, volto a mettere in risalto quella fondamentale proporzione tra realtà biografica e invenzione che costituisce la chiave di lettura di tutta la raccolta di racconti. E che, a mio avviso, le conferisce un valore e una delicatezza lirica orma raramente riscontrabili.
Ogni racconto delinea il ritratto di un celebre compositore, colto nel momento cruciale dell'ispirazione artistica per quella che sarebbe poi diventata una pietra miliare della storia della musica. Vi sono particolari biografici reali (e per riconoscerli il lettore, anche profano per l'ambito musicale, è aiutato dalle brevi note biografiche poste al fondo del libro) e vi è la ricostruzione, fantasiosa ma plausibile e psicologicamente delicatissima del momento interiore, e al tempo stesso quotidiano, di questa nascita.
Incontriamo così Ravel (così caro a Piovano che tanti anni di studio vi ha dedicato) che butta giù il motivo principale del Boléro dopo una notte insonne; Borodin che lavora alle Danze Polovesiane tra una relazione sulle aldeidi e una lezione di chimica; Stravinskij che … e così via, in un susseguirsi di spaccati di vita, non importa se reali o solo realistici, perché quello che veramente li rende preziosi è la loro capacità di avvicinarsi a noi e di farci avvicinare ad un universo musicale immenso, che spazia dal più conosciuto Chopin al purtroppo spesso dimenticato Leone Sinigaglia.
Definire armonica questa raccolta sembrerebbe quasi tautologico.
Degna di nota è anche la varietà di stili in cui l'autore si è cimentato e che, lungi dal creare dissonanze, ben si completano vicendevolmente come movimenti di un'unica opera musicale.
Molto suggestiva è stata anche la lettura, da parte dell'autore stesso, di alcuni passi, accompagnati dall'ascolto di parte dei brani in questione.
Una bella esperienza, un bell'esempio di commistione di generi, letterario e musicale, che nessuno avrebbe saputo orchestrare meglio di un musicologo della levatura e sensibilità di Attilio Piovano.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.