| Dal 25 maggio è in libreria daemon 16... Colossi
nascosti di Franco Baldasso Cosa
caratterizza ad un primo sguardo i "giovani artisti" vincitori e segnalati
dell'ottava edizione del Concorso Iceberg che ogni due anni a Bologna scova e
propone il meglio della creatività nata sotto le due torri? Di sicuro non
l'età anagrafica, e neanche un comune approccio alla realtà, ma
una commistione dei linguaggi che travalica continuamente i generi, le mode, gli
sguardi consolidati. E nemmeno un'identità artistica cittadina, tante sono
le strade (anche quelle della creatività) che portano a Bologna e che da
qui ripartono. Organizzato e promosso dal comune di Bologna e dal settore Cultura
e rapporti con l'Università, Iceberg 2007 si articola in numerose sezioni
con la precisa intenzione non solo di monitorare, ma di offrire un degno palcoscenico
allo spettacolo della giovane creatività, palcoscenico forse più
difficile in altre città italiane. Dal 13 aprile al 14 maggio vedrà
all'opera scrittori, artisti, performers, musicisti intenti a dire prima di tutto
se stessi, e la loro irriducibile varietà. Proprio le loro storie, che
in questo numero abbiamo raccolto per presentare le sezioni Narrazione e le arti
performative come Spettacolo e Musica, diventano così altamente rivelatrici
e significative: sono storie senza centro, ricche di continui spostamenti, non
solo da una città all'altra della penisola, tra università, opportunità
di lavoro a scadenza, festivals ed improvvise occasioni di emergere, ma decisamente
in contatto con le grandi città europee e non solo. Città sentite
come luoghi d'approdo ma allo stesso tempo temporanei: la cifra più caratteristica
dei giovani che qui abbiamo intervistato, al di là della capacità
realizzativa, è propria questa appartenenza ad una grande città
sempre in viaggio. Che magari è nata a Bologna, nelle conoscenze e nei
punti di riferimento, ma che molto spesso si è sviluppata altrove. Antonio
Bigini, vincitore della sezione Narrazione con degli spassosissimi e dissacranti
racconti fantastici che partono ogni volta dalla sua realtà privata, ci
racconta per esempio della sua vita tra Venezia, Urbino e Bologna, ma dopo importanti
esperienze a Milano e a Roma. Le sue storie usciranno in volume il prossimo mese
per le edizioni Pendragon raccolte sotto il titolo del racconto che qui pubblichiamo,
Tonino guerra wants to kill me, ed hanno le parole intense dell'autoironia,
ma anche la consapevolezza un po' inquietante che oggi chi si fermo è perduto.
Hanno girato molto anche gli altri segnalati della sezione Narrazione, e non è
un caso. Sarà per questioni lavorative, o forse anche per il piacere della
scoperta, ma Carlo Emanuele Felice e l'ensamble narrativo Tabard scrivono racconti
già formati, e da prospettive differenziate. L'unico poeta segnalato, Alex
Caselli invece ci presenta una diversa sensibilità rispetto a quella di
cui stiamo parlando, in qualche modo più tradizionale. |
.