.: La perdita della memoria :.

Perché una buona ricetta funzioni non si può far solo affidamento sulla qualità dei singoli ingredienti. Chiedetelo pure a vostra madre, o forse oggi è meglio chiederlo a vostra nonna, così avrete finalmente un degno argomento di discussione. Bisogna conoscer bene soprattutto tempi e temperature di cottura e saperli mescolare nella giusta dose uno dopo l'altro. Vanno poi assaporati, tutti assieme. Cosa centra questo poi con i temi e i modi di daemon oggi è presto spiegato: se il nostro intento è di essere attuali - nostro dovere minimo - e attestare nonostante tutto è inutile nascondersi dietro etichette-ricette ben confezionate e di consolidata fattura: vorrebbe dire innanzitutto accettare un sicuro successo d'intesa con chi, scegliendo la tradizione in cucina, non riesce a mangiare che pizza e spaghetti. A noi invece piace molto mangiare kebab ma sappiamo anche fare l'amatriciana, adoriamo il couscous, il sushi ad inizio mese (costa eh?) ma le lasagne di sicuro ci fanno gola e non sono da meno. Ma non vuol neanche dire urlare alla Novità, alla Rottura Totale, alla completa Libertà Dal "Sistema" (chiacchiere). Il motivo? Per essere volutamente incoerenti, ovvero toccare con mille mani intrecciate i casi che ci coinvolgono, soprattutto perché ci appartengono, senza ipocrite prese di distanza e con qualche sorriso di umiltà. Si chiama anarchismo intellettuale? Non penso, potrebbe chiamarsi capire quali retoriche usare, ovvero quali tra le infinite che ogni giorno ci bombardano siano ancora produttrici di un senso che non ci faccia sentire alienati. Succede così che una stessa rivista possa ospitare versioni diverse dello stesso fatto, opinioni diverse dello stesso argomento, occhi un po' strabici: la collisione potrà anche essere ingenua, ma non sarà mai demagogia, il problema più pesante dell'Italia, dell'Europa, di casa vostra oggi. E pensare che questa rivista parla soprattutto di libri… magari sarà questo il piacere della lettura!
Teniamo dunque aperte le porte e le finestre e vediamo chi entra e chi esce invitato al banchetto:
Per prima cosa il menù: La perdita della memoria, un tema che noi di daemon troviamo ogni giorno più ricco: spesso s'insinua il sospetto che oggi come individui, come collettività esistiamo in quanto dimentichiamo. Di identità personali non ne parliamo, di identità collettive la recente politica ha dimostrato che si possono creare da zero o che dopo decenni la memoria non s'è ancora consolidata e stabilizzata in un sentire veramente comune. Dalla storia alla fantascienza, da Don DeLillo a Philip K. Dick, il passato, la memoria di ciò che è stato e non si ritrova diventa inquietante monito per l'uomo contemporaneo, abituato a consumare e dunque a dimenticare in fretta. E non è solo memoria americana: i conti con la memoria sono stati un assillo per la maggiore cultura europea del secolo appena trascorso. Noi per freschezza, abbiamo scelto due interpreti che nella diversità sembrano dare risposte aperte a una crisi che è stata dello scorso secolo, ma è ancora attualissima: Raymond Queneau e Italo Svevo. D'obbligo poi uno sguardo tra memoria e letteratura oggi, abbiamo rivolte le nostre domande a due sicuri interpreti della contemporaneità: lo scrittore Vittorio Evangelisti (godetevi le sue risposte taglienti) ed il filosofo Manlio Iofrida. E se di filosofia si parla, cerchiamo allora di far luce sulla perdita di memoria fisiologica e sulla cruda realtà della fine di uno dei grandi feticci della nostra cultura: Nietzsche. Non per cinismo, bensì per rispetto nei suoi confronti: cerchiamo di ricordare quello dimenticato in carne ed ossa, non il Nietzsche costruito a posteriori facilmente consumabile. Succede molto spesso: un esempio tra la moltitudine di "ricostruzioni" di memoria che potremmo citare.
Ringraziamo poi Gian Mario Villalta che sul tema centrale di questo numero ci ha regalato una risposta in forma creativa: un racconto, estratto dalla sua ultima opera di narrativa.
Ed infine le rubriche, che abbiamo ampliato e il cui dibattito si sta accendendo, alimentato soprattutto da alcune vostre lettere stimolanti: speriamo che con le vostre opinioni il prossimo numero diventi incandescente! Scriveteci, scriveteci, anche perché la questione non è conclusa: pensate ad esempio che ci debba essere una memoria che va dimenticata?
A presto dunque e per il momento… buon appetito!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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