.: Davide Bregola, Il catalogo delle voci, CosmoIannone Editore, 2005, euro10,50 :.




di Rocco Caliandro

"Il progetto di fare un libro di interviste e dialoghi con scrittori stranieri che scrivono in italiano", precisa Davide Bregola, "è nato nel momento in cui mi sono accorto che già nei primi ani novanta dello scorso secolo uscivano romanzi e racconti di autori dai nomi stranieri: Helga Schneider, Giorgio Pressburger, Jamilia Ockayovà, Alice Oxman, Helena Janeczek, Sandra Clementina Ammendola, Helena Paraskeva, Salah Methnani, Pap Khouma e non trovavo notizia del traduttore in italiano. Capì subito che questi scrittori, provenienti dalle più svariate parti del mondo avevano deciso di scrivere nella nostra lingua pur avendo come lingua madre il francese, lo spagnolo, l'arabo, l'inglese, il tedesco…Mi sono messo alla ricerca di un gruppo di scrittori migranti e quando ho avuto un buon numero di contatti sono andato in giro per l'Italia a colloquiare con loro".
Colloqui con poeti migranti è, del resto, il sottotitolo scelto da Bregola per il suo nuovo catalogo di interviste che prosegue magistralmente il lavoro del 2002 - Da qui verso casa (Edizioni interculturali, Roma) - in cui ad essere sondato era stato invece il panorama dei narratori. "Sono un lettore di versi che non ne ha mai scritti nemmeno hai tempi dell'adolescenza", chiosa lo scrittore mantovano, "non ho nessuna necessità di diventare poeta, semmai cerco di diventare un lettore più cosciente" - un lettore alla costante ricerca della verità del nostro tempo come, egli stesso, ammette nell'introduzione al libro. Una verità ricercata nella voce di poeti come Vera Lucia De Oliveira (Brasile), Arnold De Vos (Olanda), Marcia Theophilo (Brasile), Alexandra Dadier (Francia), Rosana Crispim Da Costa (Brasile), Jean Robaey (Belgio), barbara Serdakowsky (Polonia), Nader Ghazvinizadeh (Iran), Gazim Hajdari (Albania). E' una ricerca che assume spessore nel proseguo delle interviste sempre ammorbidite, del resto, dall'aria confidenziale che l'autore riesce a stabilire con le varie voci prese in considerazione - un colloquio che si muove, naturalmente, su diversi livelli: dalla piacevolezza del racconto di vita all'intensità del saggio poetico. Ai nove poeti migranti viene dato spazio diretto e visibilità grazie anche all'inserto di alcune loro poesie: si tratta, in parte, di versi già pubblicati ed in parte di testi inediti. Così "i cataloghi, semplici e fredde liste di oggetti e nomi utili ad elencare e ordinare", suggerisce l'editore, "possono diventare regesti indispensabili quando sottendono poesia".




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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