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.:Massimo Cacciari ,Tre Icone , Adelphi, euro 5,50 :.

di Josek Koohestanian
L'estrema simbolicità di cui un'opera può essere portatrice è resa pensabile e dunque disponibile alla visione solo quando un'interrogazione leale ed appassionata ne dischiude il senso. Così Massimo Cacciari in questo breve lavoro non abbandona la proverbiale tenacia intellettuale nell'affrontare, senza alcuna cautela nei confronti dei non addetti all' attività speculativa, gli oggetti della sua indagine: tre icone, in questo caso. In ordine di apparizione: la Trinità di Andrej Rublëv, La Resurrezione di Piero della Francesca e il ritratto dei coniugi Arnolfini di Johannes de Eyck. Ci si intrufola sin da subito in questo colloquio tra il pensatore veneziano e la prima opera conservata a Mosca con la curiosità infantile di una iniziazione all'ascolto. L'esercizio paziente dello sguardo qui accoglie la rivelazione di quell'anima russa capace di esprimere la forza di uno specifico pensiero pittorico. "L'inseparabilità dei perfettamente distinti" che viene da subito enunciata, subisce una progressiva scomposizione , sino alla scoperta del vero significato politico dell' icona, vero appello alla cessazione del conflitto; tanto è vivo questo significato nella sua forza comunicativa che quasi de-sacralizza l'immagine. L'unità, la perfetta traduzione formale di un richiamo alla militanza intellettuale, sembra aver trovato dimora.
L'affresco di Piero della Francesca conservato a Sansepolcro non è da meno nel rivelare una drammatica consapevolezza, nascosta dallo splendido volto di una creazione priva di patetismi, espressione di un "umanesimo tragico". La fede critica di Piero possiede l'ordinata maestria nella rappresentazione come l' estrema sensibilità nel raffigurare la lunga notte di una umanità incapace di intendere l'eccezionalità del sacrificio che è dono. Il sacrificio di Cristo è tragico perchè incompreso.
L'ultima opera, quella dei coniugi Arnolfini, esprime a sua volta un disvelamento "nel" reale, ma questa volta come rivelazione di una eticità luminosa ed autosufficiente; Le "Nozze tra fede e speranza" che qui vengono celebrate appaiono legate alla metamorfosi di un sacro nella sua veste rinnovata. La perfetta visibilità del tutto mostra Agape nel suo impossibile ritorno. Anche qui "l'interrogazione oltrepassa l'opera", per usare ancora le parole dello stesso Cacciari. Ed è questa la cifra che racchiude l'intero lavoro. Infatti, solo il colloquio teologico-filosofico tra pensieri originali può "liberare" la composizione ed è condizione necessaria al superamento della sola godibilità dell'opera, verso una più originaria intuizione dell'atto di creazione. Con questo Cacciari rende viva la straordinarietà del messaggio cristiano in pittura: proprio dove esso viene trattato con perfetta scelta estetica, è lì che questo si libera da ogni estetismo, presentandosi per ciò che esso è, tra presenza e assenza.
Siccome poi va di moda ricondurre le problematiche più disparate alla nostra realtà quotidiana, ecco l' estrema attualità di questo libro, indicata dietro la copertina: 5 euro e 50. Un messaggio attualissimo questo, persuasivo addirittura! Tre icone come tre pomodori.
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