.: Umberto Contarello, Una questione di cuore, Feltrinelli, 2005, euro 10 :.



di Guido Gambacorta

Nato a Padova nel 1958, Umberto Contarello è un noto sceneggiatore italiano - sue ad esempio le storie di "Marrakech Express" per Gabriele Salvatores, "Luce dei miei occhi" per Giuseppe Piccioni, "Il toro" e "Vesna va veloce" per Carlo Mazzacurati - adesso alle prese per la prima volta con le pagine di un romanzo. E qui entra in scena l'"altro Umberto" protagonista di "Una questione di cuore": Alberto, sceneggiatore cinematografico di 47 anni, padovano trapiantato a Roma, giornate che scorrono tra gli impegni lavorativi e una convivenza non facile con Carla. Una routine stressante interrotta bruscamente dal "morso di una carpa sdentata": una prima fitta dolorosa tra l'ascella sinistra e il polmone, seguita a breve distanza da un secondo e da un terzo "morso" ancora, e Alberto si ritrova infartuato in un reparto di terapia intensiva. Terminato il ricovero in ospedale, durante il quale stringerà amicizia con il compagno di stanza Franco, Alberto dovrà fare i conti con una realtà che non sembra più offrirgli punti di riferimento, costretto a cambiare le proprie abitudini, a soppesare nuovi gesti, a raccogliere parole non più foriere di significati, ad inseguire stimoli mentali senza riuscire a convogliarli nel lavoro, a tenere sempre sotto controllo il proprio stato di salute monitorando contemporaneamente l'andamento dei propri rapporti affettivi.
In questo tenersi a galla tra il proprio orgoglio e la consapevolezza della propria vulnerabilità fisica, tra piccole gioie ed ennesimi lutti, tra vecchie disillusioni e nuove pacificazioni, Alberto ascolta il battito del proprio cuore sintonizzarsi su inedite frequenze: "il mio tempo è una specie di liquido, una sostanza viscosa che si addensa in maniera irregolare. Ci sono stati giorni pesanti, solidi, fatti di cose che succedono, e adesso non succede niente, ci sono questi giorni, più poveri e modesti, a cui voglio più bene degli altri".
Una narrazione condotta su tempi e inquadrature filmiche - per "Una questione di cuore" si parla già di una possibile riduzione cinematografica - attraverso la quale Contarello indaga le sue certezze e le sue paure di uomo alle soglie dei cinquant'anni; una scrittura vibrante ed essenziale che riesce a descrivere quanto di ineffabile c'è nella vita. Come quegli assurdi spari contro i gabbiani che scuotono i timpani di Alberto in apertura di romanzo.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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