.: Piergiorgio Di Cara, L'anima in spalla, Edizioni e/o, 2004, € 14,50
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di Rocco Giuseppe Caliandro

E' vista con gli occhi di uno sbirro - l'ispettore della Mobile Salvo Riccobono - la Palermo che si palesa tra le pagine di questo noir spiccatamente mediterraneo, un riuscitissimo strip-tease che scopre, gradualmente, l'avvenenza d'una città logorata dai poteri occulti della malavita organizzata, una città spiata durante i lunghi pedinamenti, attraverso i finestrini delle volanti o dalle auto in dotazione. Una città che trama sottovoce per mezzo di comunicazioni ingarbugliate ad arte nei contratti telefonici, Omnitel Tim e Wind, stipulati da loschi figuri. Una città da ascoltare in diretta durante le intercettazioni telefoniche compiute sapientemente da poliziotti con il mito di Jim Morrison o dei Pink Floyd. Una storia che fila via veloce, che si legge tutta d'un fiato, dove ogni situazione appare perfettamente plausibile, priva di eccessi, di qualsivoglia caricatura; dove l'ironia e le coloriture sono sapientemente dosate, astutamente calibrate.
Sono i giorni più roventi della guerra tra Stato e Mafiain in Sicilia, i giorni che seguono immediatamente la morte di Falcone e Borsellino. L'ispettore Riccobono è sulle tracce d'un "latino" (latitante) che sembra coinvolto direttamente nell'organizzazione della strage. Il caso vuole che l'occasione del riscatto capiti proprio all'ispettore che abitava nella strada devastata dall'esplosione e che ha visto i corpi dilaniati dei suoi colleghi e del giudice - un riscatto che, tuttavia, risulterà parziale, mai assoluto, mai definitivo: "Attraverso una città che non conosco", scrive Di Cara, "che mi stupisce con tutti i suoi angoli, con la serie infinita di vicoli e traverse dalle quali potrebbe sbucare, improvviso, un furgone a bloccare la strada, i portelloni posteriori spalancati e una raffica di traccianti a infrangere il parabrezza e gli occhiali sui miei occhi stanchi. Incredibile quanti agguati si annidano tra le pieghe di una metropoli. Quante infinite possibilità di morte si celino dietro un cassonetto, o sotto i caschi di una coppia di centauri su una transalp rossa che si avvicinano rombando mentre sei fermo al semaforo". Così gli occhi del personaggio Riccobono si accavallano agli occhi del narratore - Piergiorgio Di Cara (oggi Commissario Capo della Polizia di Stato) - anch'esso uno sbirro che a prestato servizio nella Sezione Antimafia della Questura di Palermo per un lungo periodo di tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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