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Gianni
Celati, Vite di pascolanti. Tre racconti, Nottetempo, euro
7,00. :.

di Alberto
Cellotto
C'è
tutta la maestria del Celati narratore in queste gustose storie raccolte
dall'editore Nottetempo nella nuova collana Gransassi. E c'è tutta
la maestria del non più neonato editore romano nella confezione
del volumetto.
Se la tendenza dell'editoria attuale è quella di pubblicare libricini
smilzi e leggeri (le nuove collane Incipit da Bollati Boringhieri e Spore
da Sironi valgano da esempio), libricini che - sia chiaro - possono considerarsi
anche come l'altra faccia dei bestseller da ottocento pagine mai fuori
mercato, non dobbiamo temere un impoverimento sterilizzante del panorama
fintantoché ci saranno editori capaci di raccogliere in collane
così efficaci quello che potremmo chiamare lo "spirito del
nuovo lettore".
I protagonisti di questi tre racconti sono dei liceali, veri e propri
"pascolanti" senza un particolare progetto che segni le loro
giornate. Il richiamo al pascolo, se da un lato calca la mano sui tratti
animaleschi effettivamente presenti nei protagonisti (spesso maschi ossessionati
da donne felliniane), dall'altro sembra giocare sulle occasioni di montaliana
memoria, le quali possono presentarsi a chi vaga per la città discutendo
di sesso o filosofia con pari accanimento, brucando e ruminando pensieri,
affetti, emozioni.
Ogni racconto è una storia autonoma, anche se assistiamo incuriosisti
a migrazioni di personaggi e scenari da una storia all'altra. Vite
di pascolanti è un libro nel quale chiunque può scoprire
Celati come una delle voci più autentiche della nostra narrativa.
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