| 
.: Giovanna
Giolla, Vermi.
Diario d'amore, TEA 2006, euro 10,00 :.

di
Andrea Lorenzet
Ho
letto questo libro in circa due ore e mezza, in posti differenti. In treno, poi
mentre aspettavo seduto su una panchina. Apparentemente niente colpisce di questo
breve testo, non la storia d'amore un po' frettolosa ma a tratti profonda, non
il viaggio in India troppo frequentato nella cultura pop e rianimato ora dallo
sviluppo economico orientale. Tanto meno un certo modo di raccontare i dettagli
delle proprie esperienze sessuali. Tutto nella norma. E invece tuttora, dopo due
settimane, ho ancora un bel ricordo della storia, di cui ho già dimenticato
gran parte della trama. Il romanzo continua a colpirmi perché lo trovo
non pensato, urgente e in alcuni passi di una precisione assoluta. E non c'è
niente di meglio di una rivelazione inconsapevole, che si squaglia già
dopo due righe, soprattutto di questi tempi. In altre parole non trovo nessuna
traccia di autocompiacimento. Certo luoghi e persone sono già visti, il
linguaggio non brilla per originalità, ma tutto è, solamente, quello
che è. E non vi viene chiesto niente in più mentre lo leggete. Nessuna
teoria semiotico-interpretativa, nessuna grande spiegazione dei problemi della
vita e del mondo, nessuna cronaca della crisi economico/sociale/occupazionale
e cosa più importante, nessun senso di colpa di cui sentirsi vittime o
promotori. Tutto ciò è alle spalle, ormai, sfondo materiale, scatola
nera. Solo un piccolo passo di formazione nel finale. Ma ogni scena è pura
esperienza, giovinezza, sia nella sfiga di alcuni passaggi, di cui lascio a voi
la scoperta, sia nel fatto che, in fondo, mi sembra un libro consapevole di essere
un libro e basta. Una storia troppo intimista? Forse. Ma provate a catalogarlo.
Questo libro non rientra in nessuno schema consolidato e riesce a non deludere.
Rispetto a quante cose, oggi, possiamo dire altrettanto?
|