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.: Primo Levi e Tullio Regge,
Dialogo,
Einaudi, euro 8,80 :.

di Franco Baldasso
"La
luce è disperatamente lenta, per gli autori di fantascienza: cercano
di girare attorno a questo fatto senza riuscire a trovare una soluzione.
E io ci soffro." A parlare è Tullio Regge, uno dei maggiori
fisici italiani. Premio Einstein nel 1979, insegna "Teorie quantistiche
della materia" a Torino dopo aver insegnato per anni a Princeton,
U.S.A.
Anche il suo interlocutore di questo Dialogo è d'eccezione:
Primo Levi, tra i più alti scrittori dell'ultimo secolo.
Dialogo è un piccolo libro, circa settanta pagina, ma lontano
"anni luce" proprio dalla normale divulgazione culturale a cui
siamo avvezzi. Edito nel 1984 per le Edizioni di Comunità, dirette
allora da Ernesto Ferrero, viene ristampato con ampia introduzione dello
stesso Ferrero e con una postfazione di Regge in cui ricorda l'amico Levi.
"Anni luce" perché è un monumento all'umanesimo,
nel senso più alto della parola. Due personalità, due iter
culturali diversissimi si incontrano e, secondo una tradizione tipicamente
italiana che si è persa nei secoli, ritrovano il piacere della
conversazione attorno ai più disparati campi del sapere.
Il giudizio di Regge sulla narrativa fantascientifica è solo una
delle tante considerazioni ironiche o brillanti a cui si lasciano andare
i due conversatori: nel libro trovano spazio non solo le tematiche letterarie,
ma soprattutto quelle scientifiche, dalle ultime teorie sull'inizio e
la fine dell'universo, al ricordo di grandi scienziati come Einstein,
Bohr, Shroedinger, visti non come freddi topi di laboratorio, ma come
spiriti brillanti, umani, pieni di limiti e contraddizioni, sempre alla
ricerca di nuove espressioni, più vicini a noi di quella vulgata
che li vuole monadi di un universo parallelo. Un libro insomma assolutamente
da consigliare per sfatare una volta per tutte il vecchio pregiudizio
sulla superiorità della cultura umanistica in senso stretto su
quella scientifica. Pregiudizio che ha fatto tanti danni in Italia dalla
riforma fascista di Gentile e che ancora continua a farne. Proprio la
polemica contro la scuola italiana è uno dei punti dove più
i due scrittori (stavo per dire "filosofi"
) si trovano
all'unisono: polemica ancora attuale vista la continua emorragia di cervelli
di cui soffre la nostra ricerca.
I due conversatori spaziano continuamente nei vari campi del sapere, dall'ebraico
antico alle più incredibili proposte della fisica contemporanea,
dall'Orlando Furioso a Borges alle possibilità che l'uomo ha di
arrivare alle stelle. Ma la cosa che più stupisce di questo dialogo,
oltre allo humour dei due che spesso traspare, è l'inaspettata
fantasia e senso dell'avventura che il puro dato scientifico può
offrire.
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