.: Mary McCarthy, Il Gruppo, Einaudi 2005, euro 20,00 :.




di Valeria De Mattei

Quando questo romanzo di Mary McCarthy (Seattle 1912 - New York 1989) venne pubblicato in America, nel 1963, fu subito un bestseller nonostante le polemiche che si levarono intorno ad esso per i suoi toni troppo espliciti.
Il gruppo cui fa riferimento il titolo è quello costituito da otto ragazze, ex compagne di studi, tutte di elevata estrazione sociale, nell'America roosveltiana.
All'inizio della vicenda siamo nel 1933, subito dopo la cerimonia delle lauree, tappa dopo la quale ognuna delle ragazze (che rimarranno comunque sempre in contatto tra loro) intraprende un diverso cammino, va incontro a differenti tipi di scelte.
Con sottigliezza da psicologa e una buona dose di ironico distacco, la McCarthy segue ciascuna di loro, ne narra le vicende e i drammi e presenta all'inibitissima America degli anni Sessanta un altrettanto disinibito quadro delle più diverse problematiche che le otto protagoniste si trovano a dover affrontare. Ne risulta una panoramica completa e acuta dell'America post-crisi economica, una crisi che, oltre al più immediato aspetto finanziario, e certo unitamente all'effetto dei recenti movimenti per l'emancipazione femminile, ha colpito duramente anche molte delle concezioni sociali prima così radicate (si pensi anche solo al fatto che praticamente tutte le otto ragazze dopo gli studi saranno delle lavoratrici), concezioni nell'ambito delle quali va inserito anche il codice di comportamento sessuale. E proprio motivo di scandalo fu, al tempo, il modo diretto ed esplicito di trattare anche i problemi legati alla vita sessuale delle ragazze e al conflitto creatosi in quel periodo, nelle coscienze della nuova generazione (principalmente nelle coscienze femminili), tra quella che era stata l'educazione trasmessa dalla generazione delle madri e quelle che erano le nuove prospettive introdotte dal femminismo e da tematiche quali il "controllo delle nascite", maschera dietro alla quale si nascose inizialmente la diffusione legalizzata delle pratiche anticoncezionali.
New deal, dunque, sotto tutti gli aspetti: dalla politica, anch'essa estremamente presente nella vita delle ragazze, alla profonda trasformazione dei costumi (si pensi anche al capitolo in cui attraverso la storia della maternità di Priss Hartshorn, viene introdotto l'allora attuale dibattito sulle pratiche di allattamento dei neonati) di cui questo romanzo è come un affresco, accurato e preciso nei minimi dettagli.
Il tono è a volte volutamente provocatorio, come anche l'impostazione stessa, per esempio nella scelta di collocare quasi all'inizio del libro il capitolo più esplicito sulla tematica sessuale, quasi a voler sfidare il timorato lettore di quegli anni a proseguire nella lettura, tuttavia non è mai forzato, mai volgare o pesante.
In Italia questo libro è comparso per la prima volta nel 1964, edito da Mondadori; oggi la Einaudi lo ripropone con una nuova traduzione; come molte altre opere della McCarthy (si ricordino per esempio Memorie di un'educazione cattolica, 1957, Gli uomini della sua vita, 1942 e Una vita stregata, 1955) anche Il Gruppo risulta tutt'ora attualissimo nella sua rappresentazione della difficoltà di crescere che ogni nuova generazione inevitabilmente incontra, trovandosi, quale che sia il periodo storico, combattuta tra l'educazione ricevuta e il mutare dei tempi.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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