.: Nader Ghazvinizadeh, Arte di fare il bagno, Giraldi Editore, 2004, euro 10,50. :.

di Alex Caselli

Arte di fare il bagno è l'arte di godersi i momenti magici e ripetibili che la vita ci offre. La mitizzazione di una realtà comprendente il modello (il cinema con il suo catalogo d'improvvisazioni) e l'esperienza trasfigurata, - poiché per l'appunto resa mitica, - in forme di compiaciuta esaltazione. Nader Ghazvinizadeh è un poeta epico. Conosce le regole del mondo che vive, ma ciò non gli impedisce di godere e magnificare la vita che gli si offre, di farne arte: "fu in quell'attimo che mi trovai sul palcoscenico / retrobottega, avanspettacolo". Le poesie di questo libro funzionano nel momento in cui questa trasfigurazione si compie, non come retorica di un mondo, ricostruito a pezzi separati, ma come momento di piacere mitico nel presente. Si capisce allora come l'urbanistica e il calcio, più che passioni per il poeta, giochino un ruolo importante in queste poesie. La prima, per il fascino di una scienza, che ci rapporta ai luoghi e ci da una mappa del nostro "sentire", il calcio invece per quell' imprevedibile darsi e sottrarsi, per l'obliquità di movimento, - proprio come in un dribbling - insita nel vivente. Naturalmente qui è l'ispirazione, la deduzione improvvisa a risultare determinante. Per questo devo rilevare che accanto a notevoli poesie, ce ne sono altre non riuscite, dove sembra evidente che il poeta si è lasciato sfuggire il momento decisivo e subentra dunque la retorica o uno sguardo fotografico non riscattato. Ma le poesie che funzionano, - e sono proprio tante per un esordio - lo fanno proprio perché per dirla con Nader "tra il silenzio e quel che non diciamo / c'è un fiume del quale non parliamo." Il fiume è la vita, che come il calcio è gitana. Il poeta non si limita solo ad essere il Mister, che coordina, suggerisce, inventa, ma al contrario è lui stesso a scendere in campo, a parlare il linguaggio delle cose di cui partecipa, a giocarsi la "matta". Il mito e l'epica sono tutte lì, nel mondo amato ed esaltato nel presente e quindi non ricostruito a posteriori, dove anche nei meccanismi più imbarazzanti, l'"arte" è partecipare dell'avventura "e si gode l'ora dei moscerini / il vino di sera nelle città in fiera" e le storie diventano i lineamenti stessi del poeta.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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