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.: Antonio Pascale, S'è fatta
ora, Minimum Fax, euro 9.50 euro :.

di
Marina Calvaresi Sintassi
schietta, affatto machiavellica. Assenza di macchinosità, alcuna pretesa
lessicale. Semmai, leitmotivs linguistici quali motivi principe di un Bildungsroman
dei tempi nostri. Pascale elabora la fisionomia del già collaudato Vincenzo
Postiglione appuntandosi su cinque macro-episodi, ciascuno epifanico, ciascuno
artefice, ciascuno principio attivo delle fattezze del summenzionato. E ciascuno
ellitticamente inscritto in parole incurantemente reiterate. 1975. Un'infanzia
misurata e poco audace, quella opportunamente governata dalla premura materna
e dal monitoraggio, talvolta svogliato, paterno. L'epoca del "mettiti la
maglia" perché è freddo e del "s'è fatta ora"
quale limpida dichiarazione di fine dei giochi. Insomma, l'onesta e debita condotta
di un bambino di nove anni che pure, alla vista dei brutti ma vitali Peppe 'u
stuort e compagni, sente tutto il peso del brutto cappello marrone calcato. Con
i paraorecchie. Esordio anni 80. Adolescenza sfrontata e un po' molesta, motorini
impennati e risse incitate, ma solo in veste di mero testimone. La catarsi in
una sciatta rappresentazione teatrale de La Tempesta e la conseguente fanatica
immersione nel magico mondo della letteratura classica. Il primo amore consumato
in romanticherie liriche e sonetti, la militanza comunista, la miglioria della
morte, gli spifferi notturni che paralizzano fino al dolore, i concorsi al Ministero,
l'attraente indipendenza delle fanciulle ai semafori romani, i segni rossi delle
tracolle sulle loro spalle, la promiscuità. Democrazia Proletaria, gli
approcci efficaci ma sterili, lo zio d'America, un figlio di nome Alfredo, le
fiere biologiche e Greenpeace, la panchina del parco giochi dove si è preso
il posto del proprio padre. Tutto questo ripercorso tramite quasi le stesse
parole, ricorrenze volute e sfacciate che non temono di abbondare ma che anzi
fieramente regnano. Formule che, seppure di una frequenza ingombrante, veicolano
chiarezza disarmante e genuina. Mai parsa tanto semplice la descrizione di una
vita. Urrà.
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