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.: Philip Roth, Everyman, Einaudi
2007, euro 13,50 :.

di
Valeria De Mattei
Breve,
dalla copertina interamente (ed emblematicamente) nera, questo ultimo libro dell'estremamente
(ma una volta tanto non in senso negativo) prolifico Philip Roth, trasuda desolazione
da ogni singola pagina. La desolazione che solo la morte può portare
con sé, e per di più la morte che giunge a concludere un'esistenza
che non lascia né legami né affetti. Ritornano ancora una volta,
in questo testo, i temi cari all'autore
o forse sarebbe più appropriato
parlare di ossessioni: Roth è ossessionato dalla morte ma non in senso
generale o più comunemente spirituale: è la morte fisica ad attrarre
la sua attenzione e, prima ancora, quel lento processo di disfacimento del corpo
che è la vecchiaia. Una vecchiaia che è vista quasi come un dantesco
contrappasso poiché i problemi fisici aumentano in modo direttamente proporzionale
alla dissolutezza con cui si è vissuti in gioventù. E con questo
ci si ricollega ad un altro dei temi ricorrenti: l'inganno e, in particolar modo
l'inganno nella sua forma più carica di significati ossia il tradimento. Attraverso
una narrazione pacata e per nulla sentimentale, vengono ripercorse le tappe di
quello che altro non è se non un pressoché totale fallimento esistenziale.
Da ciò deriva la quasi scontata antipatia che si prova per il protagonista
stesso, con la sua patetica non-accettazione dell'invecchiamento e della propria
fisicità. Un destino che, paradossalmente, sembra essere sempre più
comune, una sorte che sembra possa toccare a ognuno (a everyman), come ad ognuno
inevitabilmente toccherà di morire, sullo sfondo di una contemporaneità
che idolatra in modo preoccupante la perfezione fisica e la giovinezza. E'
un everyman postmoderno, quello di Roth, frutto di quella metamorfosi che ormai
non conserva più alcun tratto romantico ma apre la strada alla genesi dell'ibrido
uomo-macchina che sempre meglio sembra incarnare l'insoddisfabile tendere dell'essere
umano a qualcosa che ignora e che lo consuma
in questo caso proprio fisicamente,
sostituendo un pezzo alla volta, un ingranaggio alla volta.
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