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Non tutti
nascono a sette mesi di gravidanza dopo che mamma si è ustionata
la pancia con l'acqua bollente. Non proprio tutti i bambini delle province
italiane però nonostante una balbuzie cronica, una malattia che
ti rende praticamente cieco, problemi con la propria identità sessuale
ed una famiglia decisamente difficile riescono a fuggirsene dal paesello
(nel caso specifico Ponte San Giovanni alle porte di Perugina) verso la
capitale a cercar fortuna e diventare il miglior talento del teatro italiano.
E' la storia di Filippo Timi, simpatico e viscerale attore e oggi scrittore
in coppia con Edoardo Albinati (autore, tra gli altri libri, di Svenimenti).
Ma la sua storia, costellata da solitudine, amarezze ma anche tantissima
energia vitale ed un'irrefrenabile comicità è solo lo sfondo,
autobiografico, del romanzo Tuttalpiù muoio, pubblicato
da Fandango libri sotto l'occhio attento di Sandro Veronesi. Filo, protagonista
del romanzo, incarna la vitalità e la voglia di vivere attraverso
le mille traversie di una vita che non è mai scontata, i cui aspetti
sorprendenti insegnano a ridere anche dei drammi e riflettere sui pochi
spiragli di luce delle periferie italiane. Ma le vicende del protagonista
Filo, da Ponte San Giovanni ai più blasonati palcoscenici di Roma
e di tutta Italia, vanno ben oltre la mera autobiografia: nella scrittura
della coppia Albinati & Timi la vita incandescente si dipana nella
tragicommedia quotidiana, regalandoci ritratti imperdibili, di tipi e
personaggi che nella loro singolarità difficilmente dimenticheremo.
Così l'infanzia di Filo, tra le tre zie mai soddisfatte del loro
nipote ed una madre coi capelli rosso fuoco che scandalizza il dolce,
si fa per dire, borgo natio, scorre attraverso le situazioni più
paradossali, incredibilmente vicine a quelle di ogni periferia italiana.
E sono le pagine più belle del romanzo, l'eroe che cresce tra le
difficoltà ci è caro non per il successo ottenuto, ma per
la delicatezza nell'innamorarsi delle ragazze occhialute di periferia,
nel sudare troppo al cospetto degli altri, nelle sue gare regionali di
pattinaggio, la lontana ombra comica dei successi futuri nei teatri italiani. |
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