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.: Stefano
Chiodi, Una sensibile differenza. Conversazioni con artisti italiani di oggi
(con la collaborazione di Ilaria Gianni), Fazi, Roma 2006, euro 35
:.

di
Federica Bueti Due
Generazioni di artisti italiani si raccontano
Una sensibile differenza,
come dice il titolo stesso, è quella che intercorre tra i ventuno artisti
invitati a parlare del proprio lavoro da Stefano Chiodi, in un volume edito da
Fazi, che inaugura una nuova collana dedicata all'arte contemporanea proponendo
ai lettori monografie sugli artisti, ricerche storiche e riflessioni critiche. Una
sensibile differenza, Conversazone con gli artisti italiani di oggi è
un libro sulla storia dell'arte italiana degli anni '80 e '90, con particolare
attenzione all'asse Bologna-Milano, raccontata attraverso le interviste ai protagonisti:
Simone Berti, Giuseppe Gabellone, Eva Marisaldi, Elisabetta Benassi, Marcello
Maloberti, sono solo alcuni degli artisti chiamati a parlare del proprio lavoro,
della propria formazione e del proprio modo di vivere e vedere l'arte contemporanea.
Ne viene fuori un' intensa e approfondita riflessione sul panorama artistico
italiano, sul sistema dell'arte, sui suoi luoghi ed emerge quel fil rouge
che lega i diversi protagonisti nei contenuti, nell'impegno politico e nel riferimento
ai grandi maestri. Viene criticata in maniera unanime l'arte didascalicamente
"impegnata", e l'interesse per il sociale non diventa mai militanza,
ma riflessione etica. In quanto ai grandi maestri, emergono con insistenza i nomi
di Boetti e De Dominicis, ma si fa sentire l' influenza di altre discipline, in
primis il cinema, ma anche il teatro o la letteratura: Pasolini, Lynch, Antonioni,
Sciascia e Philip Dick, tra gli altri. L'utilizzo dell'intervista come metodo
d'indagine, di matrice Obristiana, diviene un modo efficace per avvicinare il
lettore all'esperienza dell'artista, fargli comprendere appieno il percorso che
ha portato ogni singolo protagonista all'evoluzione dei propri contenuti e delle
peculiari modalità espressive. La formula usata da Chiodi del "Parlami
di te" se da un lato consente agli artisti di approfondire liberamente il
discorso su di sè e sul proprio lavoro senza molte pressioni da parte dell'intervistatore,
dall'altro rende la visione critica abbastanza debole, quasi nulla e per questa
ragione mi sembra più idoneo parlare di un libro sulla storia dell'arte
raccontata dai suoi protagonisti più che un'analisi critica del contesto
italiano contemporaneo. Il libro, ad ogni modo, resta un'interessante punto
di riferimento per chi voglia conoscere gli artisti italiani delle ultime generazioni,
di cui per altro non esistono dei testi critici se non cataloghi di mostre, e
liberarsi dall'idea che dopo l'Arte Povera l'Italia non abbia più fornito
alcun contributo artistico al sistema internazionale dell'arte contemporanea.
Artisti
intervistati: Mario Airò, Stefano Arienti, Elisabetta Benassi, Simone Berti,
Rä di Martino, Christian Frosi, Giuseppe Gabellone, Stefania Galegati, Massimo
Grimaldi, Marcello Maloberti, Domenico Mangano, Eva Marisaldi, Luca Pancrazzi,
Diego Perrone, Gabriele Picco, Cesare Pietroiusti, Lorenzo Scotto di Luzio, Grazia
Toderi, vedovamazzei, Francesco Vezzoli, Luca Vitone
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