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.: S. Vassalli, Dio il Diavolo e la Mosca nel grande caldo dei prossimi mille anni, Einaudi 2008, euro 14,50 :.

di Valeria De Mattei
Sono tre protagonisti decisamente insoliti, quelli che vanno in scena sulle pagine dell’ultimo libro di Vassalli.
Dio, il Diavolo e la Mosca.
A ben vedere, in realtà, il primo non è proprio una presenza nuovissima per quest’autore. Già nel libro precedente – L’Italiano – era proprio Dio a fare da protagonista della cornice posta all’inizio e alla fine della raccolta di racconti: una sorta di voce fuori campo su schermo nero che tracciava un sottile filo di collegamento tra tutte le storie che si svolgevano nel mezzo.
Che Vassalli stia riflettendo in modo particolare sul suo rapporto con “i piani alti”?
Mah.
Sta di fatto che stavolta non si limita a Dio.
Ci mette anche l’antagonista per eccellenza...dà, per così dire, spazio all’opposizione.
Ma la Mosca? Cosa c’entra la Mosca con Dio e il Diavolo?
Cosa c’entra un così infimo esserino con quelli che di fatto sono “i grandi capi”?
Ad osservare bene il titolo – poi arriviamo anche al libro – un’idea verrebbe anche. Chissà chi mai potrà essere quella creatura minuscola, insignificante e anche un po’ ripugnante che si mette sullo stesso piano di Dio e del Diavolo e che, alla fin fine, combina più di tutti gli altri due messi insieme? Non potrebbe forse essere l’uomo?
E se già viene il dubbio guardando il titolo, i sospetti si rafforzano man mano che si va avanti. Non perchè vi siano esplicite metafore, ma perchè di fatto è la Mosca ad essere la vera protagonista. E’ la Mosca, l’unica che agisce veramente. E’ la Mosca che determina il destino del mondo nel grande caldo dei prossimi mille anni.
Alla Mosca spetta la terza sezione di racconti.
Prima c’è stato il Diavolo. Che non combina granchè e si premura, lui per primo, di specificarlo.
Prima ancora c’è Dio. Ecco, adesso, lungi da me l’essere irriverente, ma com’è che nella parte riservata a Dio la protagonista è la stupidità?
E’ proprio il caso di addentrarsi un po’ di più.
La struttura è, per la terza volta di seguito – che Vassalli stia entrando in una nuova fase della sua produzione? – quella della raccolta di racconti. Anche se in questo caso non è subito così evidente. Come dicevo prima, ci sono tre sezioni: Parte prima. Ieri: Dio; Parte seconda. Ieri: il Diavolo; Parte terza. Domani: la Mosca. L’oggi non è contemplato e forse non è importante. L’oggi è il prodotto di Ieri che degenererà Domani. Quindi il presente non è altro che una fase di transizione, trascurabile nell’ottica dei prossimi mille anni.
Nella prima parte si alternano diverse vicende, che sono dei micro-racconti, quasi dei flash; finestre che si aprono su situazioni e comportamenti. Il denominatore comune è la stupidità che, sotto forma di palline rimbalzanti, salta da un posto ad un altro, creando una sorta di ponte, di collegamento.
La parte riservata al Diavolo è un unico racconto e, al di là del personaggio di per sé, è a dir poco agghiacciante poiché si svolge su uno degli aerei dell’11 settembre.
La terza parte è composta da racconti brevi e nettamente separati, ognuno dei quali è il ritratto di un personaggio dei prossimi mille anni. Uno spaccato dell’umanità del caldo futuro che ci attende. E dell’intervento della Mosca.
Nel complesso il libro è divertente, sempre in equilibrio tra ironia e tragedia…due elementi che, a ben vedere, sono forse caratteristiche inseparabili di quella caotica e rumorosa massa di palline rimbalzanti che travolge (e costituisce?) l’esistenza umana
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