.: Sandro Veronesi, Caos calmo, Bompiani 2005, euro 17,50 :.




di Franco Baldasso

Pietro Paladini è un uomo di successo. Dirigente di un importante network televisivo, un giorno insieme all'odiosamato fratello (anche lui stilista di successo) al mare scorgono due donne che stanno affogando. Si tuffano per salvarle e, comicamente, ci riescono nel trambusto generale. Inappagato perché nessuno ha riconosciuto il valore del gesto, dove ha rischiato egli stesso, Pietro torna a casa. Ma trova la svolta della sua vita: la moglie (anzi, la donna che avrebbe dovuto sposare dopo cinque giorni) è improvvisamente morta. Lasciandogli un pesante senso di colpa e, soprattutto, una figlia di 10 anni.
L'inizio romanzesco e fulminante del nuovo libro di Veronesi è solo il prologo di un'avventura interiore particolarissima. Pietro finalmente riconsidera tutta la sua vita, ma lo fa in maniera completamente inaspettata: decide di concentrarsi solo sulla figlia, di lasciar perdere carriera e successo, ma decide inoltre di passare tutta la giornata in macchina fuori della scuola dove accompagna la bambina, salutandola di tanto in tanto quando la piccola si affaccia dal finestrone dell'aula. Molti non capiscono il suo gesto, e visibilmente il perbenismo degli altri si confonde con la compassione per un dolore - quello della perdita di Lara, la compagna - che sinceramente si rende conto di non provare. Il problema più impellente ora è come comportarsi di fronte alla figlia quando, inesorabilmente, gli chiederà della morte della madre, del come, di cos'è questa cosa chiamata morte che i bambini non possono ancora percepire nella sua realtà.
Nel frattempo il mondo va avanti, ma curiosamente Pietro riesce a far accettare anche alla sua stessa azienda la nuova situazione: lavorerà dall'auto, la segretaria gli porterà le carte da firmare. E qui succede l'inaspettato. Uno dopo l'altro, capi dell'azienda, colleghi con cui quasi non parlava, la sorella di Lara, anche la donna salvata ad inizio romanzo, andranno da lui, sicuri di trovare una solida spalla per raccontare la verità ed il dolore della propria vita. La situazione diventa farsesca anche se mai surreale: Veronesi riesce sempre molto bene a tenere la storia sui binari di un realismo che lascia piacevolmente stupiti. Proprio nessuno dei nostri tic - dalla tecnologia all'attenzione spasmodica per il corpo, dagli onnipresenti telefonini allo sfrenato, mediale, mondo del lavoro - manca nel romanzo. Compresa una buona dose di cinismo e povertà morale che caratterizzano le scelte di ogni personaggio. Fino a quando, in qualche modo, la stessa figlia di Pietro gli farà capire quanto il padre si sia aggrappato a lei per ritrovare una statura che in qualche modo gli è sempre mancata. Ma il libro non finisce qui: tra umorismo e gusto del paradosso, rimane un'immagine ambigua del protagonista e di tutto quel vorticoso mondo che gli ruota attorno seduto in macchina fuori dalla scuola della figlia.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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