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Alberto Garlini, Futbol bailado, Sironi, 2004. :.

di
Vincenzo Della Mea
Il secondo
romanzo di Alberto Garlini, Futbol Bailado, è un tomo da oltre
quattrocento pagine, che segue dopo due anni il romanzo breve Una timida
santità.
L'impianto di questo romanzo è ambizioso, quasi grandioso: lontano
da ogni minimalismo e timidezza, avvicina storia recente a fantasia in
un intreccio complesso che coinvolge Pasolini, S.Francesco, il calcio
nel bene e nel male, il terrorismo, la Resistenza.
Al di là della voce narrante alter ego dell'autore (e comunque
in secondo piano), i protagonisti sono due: Pier Paolo Pasolini verso
e fino alla fine della sua vita, e la figura immaginaria del calciatore
Francesco Ferrari. Le vicende dei due si incrociano a quelle di una moltitudine
di personaggi di secondo piano, alcuni dei quali, come Corinna, si fanno
ben ricordare.
Non è facile dare un'idea del complesso meccanismo narrativo di
questo romanzo; vediamone per sommi capi le linee forse più importanti.
E' il 1975 quando un Alberto Garlini bambino assiste ad una partita di
calcio tra la troupe di Bertolucci e quella di Pasolini, che stanno registrando
negli stessi luoghi vicino a Parma. In quell'occasione, Alberto conosce
Francesco, agli esordi nel calcio e suo futuro compagno in un viaggio-fuga
verso la Spagna dei Mondiali. Anche Pasolini conosce Francesco, ed è
affascinato dalla sua grazia nel gioco del calcio; gioco che nell'interpretazione
personale di Francesco diventa quasi una danza che da' il titolo al romanzo.
Francesco è figlio di un partigiano che ha partecipato all'eccidio
di Porzus, in cui è morto il fratello di Pasolini, Guido. Un legame
implicito tra i due protagonisti, che Garlini sfrutta per introdurre l'argomento
Resistenza.
Nella finzione di Garlini, Pasolini organizza la sua morte in grande anticipo
affidandola a Vincenzo, terrorista di destra coinvolto in stragi, ed ai
suoi camerati. Francesco Ferrari muore invece delle conseguenze del lavoro
in miniera precedente alla sua carriera di calciatore, nella stessa miniera
che si era portata via il padre. Nel suo breve periodo da stella del Perugia,
Francesco ha modo di incappare, per eccesso di bontà, nello scandalo
delle scommesse; ma questo succede quando ha già cominciato a giocare
il Futbol Bailado, una specie di calcio sovversivo le cui partite avvengono
dove capita e con chi capita, sfuggendo agli interessi che governano normalmente
ilcalcio (ma attirando comunque l'attenzione dei media). Francesco Ferrari,
pur personaggio di finzione, è inserito con grande eleganza tra
i protagonisti della cronaca del calcio degli anni '80, da Paolo Rossi
ai maneggioni del calcio-scommesse.
Episodi della vita di S.Francesco compaiono a commento delle vite dei
due protagonisti, a ricordarne l'innocenza come pure la loro distanza
da uno spirito dei tempi che cerca di soffocarli, e che a tratti ci riesce,
come con tutti.
Futbol Bailado è un romanzo morale, solo che la linea che distingue
il bene dal male non è esattamente una retta: è facile scorgere
qualcosa dell'innocenza di Ferrari anche nel terrorista nero Vincenzo,
come è facile vedere macchie in un Francesco che sfrutta l'harem
di ragazze addossate alla squadra di calcio, o nel Pasolini che va a caccia
di ragazzetti. In questa situazione disperatamente ambigua, Garlini propone
una possibile interpretazione che, vera o falsa, rende giustizia al lato
innocente dei due protagonisti. In questo, il romanzo è bello ed
emozionante.
Futbol Bailado ha anche qualche difetto. Innanzitutto, i protagonisti
subiscono un processo di quasi-santificazione che alla lunga lascia leggermente
perplessi, anche se chi abbia già letto il precedente romanzo di
Garlini riconoscerà una tematica probabilmente cara all'autore.
I dialoghi sono giocati su toni di vaghezza e liricità, sottolineati
da un abbondante uso dei puntini di sospensione, ed a volte paiono poco
coerenti quando la situazione che li accoglie è molto terrena e
concreta. Infine c'è qualche raro dettaglio sfuggito alla macchina
poderosa del racconto, che si sviluppa in passaggi fittamente ritmati
tra epoche e personaggi anche molto distanti, con delle oggettive difficoltà
di scrittura (che meritano all'autore ulteriori complimenti).
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