.: Valeria Parrella, Per grazia ricevuta, Minimum Fax 2005, euro 9,50 :.

di Franco Baldasso

Emozionata, quasi un po' svagata. E' la Valeria Parrella che appare nelle foto dei giornali, nelle presentazioni, nei riconoscimenti che la presentano come la promessa della narrativa italiana. Dopo il successo dell'esordio, "Mosca più balena", il secondo libro doveva rappresentare la conferma del suo talento. Ma di "grazia ricevuta" non se ne parla, proprio perché la scrittura dell'autrice napoletana ha corpo e gambe per cavarsela da sola, in una Napoli corale mai fatta di macchiette, trasversale: una Napoli che non si racconta ma lascia trapelare nei dialoghi essenziali, nel sentimento della vita delle proprie donne (ma anche dei propri uomini…) e in quei destini così crudi tutto lo sguardo disincantato della propria esperienza.
Quattro racconti che attraversano i vari strati e le varie socialità di Napoli, legali e illegali, dal contrabbando come azienda familiare alla buona società borghese fatta di invidiati incontri culturali e tanti cedimenti a se stessi, dalla violenza della vita mafiosa alle difficoltà dei giovani di ogni latitudine: il posto fisso, un lavoro a tempo indeterminato, la "grazia ricevuta".
Non macchiette da commedia tragicomica, ma personaggi che talvolta emergono da trame anche esili per tornare nella vivezza del proprio essere, del proprio resistere. L'asciuttezza della scrittura di Valeria Parrella è tutta nelle considerazioni, che animano, giudicano, esprimono le circostanze delle singole vite: ogni protagonista può dire la sua, capire o meno la propria vicenda, mai azzardarsi di farne paradigma: "Quando dopo tanto tempo l'ansia ti lascia te ne accorgi benissimo: è come scendere dai tacchi a spillo, e infilare le pantofole. (…) Dopo un poco inizi a strusciare i pedi sul pavimento, la pancia si vede di più. Sai che nessuno ti filerebbe combinata così. Sai pure che finché stai in pantofole non vai lontano. Però ci vuoi restare.", dirà la protagonista del primo racconto.
Sempre nel primo racconto, una donna che perde il proprio uomo per alcuni conti di mafia e che continua nelle peripezie di crescere un figlio nonostante il carcere, la protagonista "per campare" da estetista diventa spacciatrice: vende l'eroina, ma lo fa con le vecchie lire. E' proprio questo il mondo raccontato da Parrella: veloce e crudo, coraggioso a oltranza. In qualche maniera vicino ad esperienze che non ci accorgiamo di sentire lontane ma che sono amaramente attaccate al nostro DNA. E travalicano la vita della città dove sono nate.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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